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AEres
Venezia per l'AltraEconomia
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AEres è un associazione di secondo livello, che raggruppa una trentina di realtà di diversa tipologia
(cooperative sociali, aziende agricole biologiche, fondazioni, associazioni e gruppi d'acquisto solidali)
che si occupano a vario titolo di altraeconomia.

Lo scopo di AEres è la costruzione di un Distretto di Economia Solidale a Venezia e dintorni.

Co.Plip 2.0 Charrette -laboratorio partecipato - Paesaggi Solidali

Posted on 15/07/2015 by Massimo Renno

EX-PLIP MAGICAL URBAN BOX*

Paesaggi solidali.

Nel rapporto complesso di città e profili di comunità che cambiano e che saranno costretti a rivedere ben presto le proprie priorità, necessità e bisogni nel futuro,  abbiamo voluto sostenere , come Associazione Aeres Venezia per l’altraeconomia questo workshop di progettazione partecipata con una serie di iniziative per la valorizzazione  e riqualificazione dello spazio Centrale dell’Altra Economia Plip, spazio  pubblico  ad alto valore sociale   già  da tempo  inserito dentro al cambiamento  e alla nuova  visione  di  futuro  solidale delle nostre città .  

Sentiamo il  bisogno di una grammatica di territorio che ricostruisca la condizione di appartenenza ad un luogo, che sappia coniugare le diverse  identità ed unire  le  città di  pietra con i suoi musei e le aree industriali con le la  città delle persone ( i cittadini e cittadine solidali ) assumendo la responsabilità del  principio di sussidiarietà orizzontale,  sancito dalla Costituzione e realizzato alla  centrale dell’Altra economia Plip attraverso il patto siglato con il Comune di Venezia,  nella direzione  e con l’obiettivo di disintossicare con le parole, i fatti  e le pratiche solidali  le economie della crescita insostenibile , della massimizzazione del  profitto e della disuguaglianza.

La qualità semantica dei progetti presentati alla Plip in questi anni non sono un software buonista da inserire nell’ hardware della città in crisi, ma espressione e proposta che aggredisce da tempo e con coraggio, le estetiche capitalistiche presenti nel nostro territorio, inaridito da presenze e luoghi iper- commerciali che trasformano il residente in consumatore urbano e i centri storici in zone periferizzate a forte usura sociale. Sentiamo   quindi necessario liberare il campo anche da tutti quei messaggi che rendono solo virtuale la nostra esistenza, le nostre esperienze e la nostra vita.  La Centrale Plip dell’Altra economia ci fornisce la possibilità di assumere idealmente una doppia cittadinanza: quella culturale e identitaria dei luoghi e degli spazi che ci ospitano ed una altra unita nel legame solidale, nella tutela del bene comune, e nella visione di città equa del futuro.

Rompere la seduzione di un racconto solo individuale,  nell’analisi della realtà, assumendo un  modello  basato sulla progettazione partecipata,  non significa domiciliare alla Plip una certa idea di solidarietà   che   eroga servizi da privato - sociale nelle  diverse forme del welfare,   né  tanto meno assume  come indicatore di successo  statistiche e  fatturati   che rispondono  all’idea di un  “ mercato alternativo ” ancorché sociale : significa  - prima di tutto-   comporre, prendersi cura, dare ascolto al senso profondo di cambiamento  che viene dal “basso”, significa aprirsi al tentativo di re- incanto del territorio attraverso    l’immaginario   nuovo carico di speranza voluto  dalle reti, dai cittadini, dalle  cooperative sociali, le aziende agricole, le associazioni locali.

La Centrale Plip dell’Altra economia si avvicina più all’idea di paesaggio che a quello di contenitore: fertili fragilità, progetti e promesse collettive che orientano e mettono a   dimora e in dote le proprie idee e i propri valori sociali, relazioni che assumono già nel loro agire, la funzione sociale di comprendere e di capire, di conoscere e di essere riconosciuti, di essere capaci ancora di una ribellione e di una resistenza, di un consumo difettoso.

Sentiamo - come realtà impegnate nell’economia solidale-  che la crisi di un territorio e di un mondo che si reinventa ci impegnerà tutti ad una lotta per strappare alla realtà qualche cosa per sopravvivere,  sono in arrivo  momenti in cui la memoria è tutto quello che si ha. La nostra memoria si affaccia al domani perché conosce l’architettura della relazione con il diverso, il folle, il povero, l’emarginato, l’escluso.

Scegliere allora quanto ancora fondere ancora di noi stessi dentro la rinnovata visione di utilizzo della Centrale dell’Altra economia Plip, fare i conti con le ambiguità e le espressioni anche controverse delle funzioni assegnate all’altra economia e al terzo settore nell’utilizzo di questi spazi, riempire di tempo e significati quello che prima era vuoto e consegnarci in ostaggio ad una visione del destino comune: questo sarebbe il compito, l’obiettivo che ci proponiamo.

Ringraziamo infine le Università e il responsabile scientifico Ruben Baiocco, gli studenti, i cittadini e i soci coinvolti, convinti che questa indagine e studio non ci porterà a scoprire certo la città felice ma potrà aiutarci ad inventare ogni giorno una speranza, una buona pratica e la misura concreta per una nuova idea di cittadinanza responsabile e solidale.

 

Per Aeres Venezia per l’Altra Economia

Massimo Renno

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